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Salvo Noè, tra fiducia e speranza. “L’antidoto alla paura è l’incontro”.

Psicoterapeuta, consulente e docente di successo. Il catanese Salvo Noè, è oggi uno dei formatori più ricercati a livello nazionale. Autore di numerosi libri diventati dei best-sellers come “Vietato lamentarsi” o “Il potere della fiducia”, ci dà un suo punto di vista sulle problematiche individuali e sociali del nostro tempo.

Dottor Noè, si parla sempre più spesso di disturbi di ansia tra i più giovani, addirittura nei bambini. Cos’è cambiato rispetto al passato? È un fenomeno dei nostri tempi?

Non sembra esserci dubbio: l’ansia pare un disagio ancora più presente del passato. Un fatto certo è che oggi viviamo immersi in una pervasiva cultura della prestazione. Il “come devi essere” prevale sul “come sei”. Ci sentiamo in obbligo di raggiungere a tutti i costi le mete prefissate. L’ansia è caratterizzata da un’eccessiva e sproporzionata preoccupazione per una situazione futura in cui è richiesta una certa performance. Le più tipiche sono: ansia da prestazione relazionale- ansia da prestazione scolastica, lavorativa, sportiva- ansia da prestazione sessuale. Sempre sotto esame e bisognosi di dimostrare di essere all’altezza. Paura di deludere. In tutti e tre i casi, la persona che prova quest’ansia si sente inadeguata, teme di fallire, di risultare impacciata o di essere valutata negativamente. Quando si deve affrontare un esame, una gara sportiva, un’importante riunione di lavoro oppure un incontro intimo, è normale essere un po’ agitati, ma se il malessere sale al punto da incidere negativamente sulla performance o da farci rinunciare a quel che vorremmo (o dovremmo) fare, allora dobbiamo cambiare modo di fare.

Nel suo libro “Il potere della fiducia” spiega quanto sia importante superare la diffidenza per la propria crescita personale. Quanto ha inciso la pandemia su questo aspetto?

La pandemia ha sgretolato le nostre certezze e attivato un senso di impotenza e sfiducia. Ma bisogna capire che, nei momenti di difficoltà, è importante riconnetterci con le nostre competenze e i valori, per dare slancio e fiducia alla vita e ripartire con entusiasmo. Abbiamo bisogno di sperare in un futuro migliore e la speranza ci permette di ricominciare a sognare. L’antidoto a qualsiasi paura è l’incontro, è fare cose insieme. Riprogettiamo il nostro futuro con slancio, mettendo in primo piano la natura e noi. L’obiettivo è fare diventare più umane le persone.

È più importante coltivare la fiducia in sé stessi o la fiducia negli altri?

Prima la fiducia in sé stessi che chiamiamo anche autostima. Credere in sé stessi attiva le nostre potenzialità e sviluppa la nostra vita. Questo genera fiducia anche verso gli altri. Non c’è relazione di qualunque genere che non abbia a che fare con la fiducia. in tutti i contesti, da quello familiare, lavorativo, sociale, istituzionale, questa parola è presente con i nostri comportamenti. La fiducia è il fattore motivazionale più potente che ci sia. Senza fiducia è impossibile vivere bene.

Quali sono i passi per tornare ad avere fiducia dopo una delusione?

Ogni delusione arriva dopo un’illusione. Molte volte nutriamo delle aspettative che sono solo nostre e questo ci porta a sentirci delusi se non vengono soddisfatte. Invece bisogna aspettare senza aspettative. E poi andare avanti e non rimanere imbrigliati nelle storie passate.

Cosa lascerà il covid nei nostri bambini? Crede che intaccherà in qualche modo la loro capacità di rapportarsi con il prossimo?

 

I bambini hanno dentro una grande forza rigenerante e quindi riusciranno a superare tutto con naturalezza. Anche se nei bambini fino ai sei anni, si è riscontrata la comparsa di comportamenti regressivi, come voler tornare a dormire nel letto di mamma e papà per avere maggiore sicurezza, irritabilità, ansia da separazione e problematiche comportamentali. L’importante è il ruolo degli adulti. Durante i periodi di incertezza e cambiamento i piccoli hanno bisogno di sentirsi al sicuro, protetti e amati. Se questo avviene, tutto è superabile.

Ritiene che il rallentamento delle attività quotidiane imposto dalla pandemia, abbia aumentato la capacità di ascoltare l’altro?

C’è stata una maggiore attenzione verso l’altro e più tempo per stare insieme. Questo ha portato ad ascoltarsi di più e cercare di comprendersi. Ma finita la pandemia, non credo ci sia un cambiamento radicale delle nostre antiche abitudini. Anzi, c’è la rincorsa a tornare come prima e questo da un lato è positivo, dall’altro innesca paure, perché il rischio è di tornare a vivere con la frenesia e attivando comportamenti che distruggono l’ambiente e ci portano malessere. Siamo in un paradosso. È proprio questo che attiva l’ansia. Il messaggio importante che voglio dare è quello di ascoltarci e rispettarci di più. Ne abbiamo tanto bisogno.

“Vietato lamentarsi”, il titolo del suo best-seller piacque molto al Papa. Com’è nato il vostro incontro?

Grazie al cartello “Vietato Lamentarsi” che riuscii a consegnargli durante un’udienza generale in Piazza San Pietro. Da quel momento è nata la nostra amicizia che è diventata anche una costante collaborazione. Tre dei miei libri, hanno la sua prefazione: “Vietato lamentarsi”, “Prima di giudicare pensa” e “Il potere della fiducia”. Per me è un onore collaborare con Papa Francesco.

Una delle cose di cui più spesso ci lamentiamo, è il nostro passato, ma nonostante ciò, ci viene più facile rimanervi ancorati che guardare avanti. Qual è il suo consiglio?

Ci lamentiamo perché siamo abituati a farlo. Ma il lamento cronicizza le cose, le negativizza ulteriormente e non ci fa trovare soluzioni. Anzi si crea un clima di vittimismo che inonda tutta la nostra vita. Le lamentele sono come le sedie a dondolo: ti tengono impegnato, ma non ti portano da nessuna parte. È importante non andare in cerca di scuse o lamenti, ma di buoni rimedi.

Ha già un’idea di quale tema affronterà nel prossimo libro?

Il prossimo sarà dedicato alle relazioni che nutrono la nostra vita. Il titolo sarà “Il profumo delle relazioni” ed è un excursus storico della nostra vita, dalla nascita in poi, con tutti i profumi che hanno segnato le varie tappe del nostro percorso.

Ci lasci con la frase scritta nei suoi libri che più la rappresenta.

Se cambi la direzione della tua vita di un millimetro, tra qualche anno ti troverai da un’altra parte del mondo! Vuol dire che, se fai anche piccoli cambiamenti positivi, puoi avere grandi risultati migliorativi. Dipende da te!

 

Francesca Mirabella

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