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Palazzolo Acreide uno dei borghi più belli d’Italia

Incastonata nello splendido scenario dei monti Iblei, il borgo pittoresco di Palazzolo Acreide si mostra come uno scrigno di tesori da scoprire che si caratterizza per la singolarità della sua struttura urbana, ricca di testimonianze di epoche diverse.

La regione Iblea, nella quale si colloca Palazzolo, può ritenersi parte del continente africano rappresentandone la porzione marginale e più vicina al continente europeo. L’altopiano è dato da una successione di rocce carbonatiche formate in ambiente marino e da rocce laviche, queste ultime diffuse particolarmente nella zona del Monte lauro ( mt 986 s.l.m), il vulcano spento che è la cuspide più elevate degli Iblei.

Inserito tra i Borghi più belli d’Italia e nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità UNESCO, questo straordinario luogo ricco di storia fa vivere tutta la suggestione di un sito antico ben integrato con le architetture più recenti, è meta ideale per le gite fuori porta o per chi desidera visitare un luogo sospeso nel tempo, lontano dal turismo di massa.

E’ uno dei paradisi degli escursionisti e degli amanti del trekking grazie ai suoi tre itinerari archeologici e naturalistici, che offrono visite all’area di Akrai e al Teatro Greco, ai “ddieri” di Baulì (abitazioni scavate nella roccia in periodo bizantino), alla necropoli di Pantalica e al Museo Antonino Uccello.

Palazzolo Acreide mostra diversi profili d’interesse, tra quello archeologico e paesaggistico, offerto dalla Akrai greca che mostra i segni dell’insediamento greco, romano e bizantino con il Teatro Greco venuto alla luce solo agli inizi del secolo scorso, i resti del Tempio di Afrodite, le Latomie dell’Intagliata e dell’Intagliatella, cave di pietra che servirono a costruire la città greca, divenendo contestualmente necropoli quella monumentale della città odierna impreziosita da alcune chiese come la Chiesa dell’Immacolata dalla facciata concava che si sviluppa su due ordini, custodendo una pregevole Madonna col Bambino, opera rinascimentale dello scultore Francesco Laurana, la Chiesa dell’Annunziata, in stile barocco orientale siciliano, caratterizzata da un festoso portale intagliato in una pietra locale, con un portale arricchito da due coppie  di colonne  tortili e decorato con fregi che riproducono i frutti dell’estate.

Caratteristici palazzi, vivaci espressioni del particolare  barocco locale, fanno da cornice alle innumerevoli feste religiose estive, da un carnevale di antica tradizione.

La comunità dell’altopiano esprimono ancora la loro identità nel ritmo e nello svolgersi della vita quotidiana, nei riti e nelle feste religiose che ne rafforzano la coesione nel rapporto, a misura d’uomo, tra gli abitanti, gli spazi urbani ed il territorio circostante, nella gastronomia, nei manufatti ed in quanto rimane nella vita legata al lavoro contadino ed alla pastorizia tradizionali.

 

Anche la cucina locale è legata alle tradizioni che si tramandano e si custodiscono gelosamente nelle famiglie come ad esempio:

Busiati al ragù di maiale

Tra la tanta pasta fresca, fatta in casa, i busiati sono i più noti, prendono il nome dalla “busa”, il ferro da calza usato per prepararli. Per una buona cottura, deve essere forata, perchè l’acqua possa penetrarvi durante l’ebollizione.

Buccellato
Il suo nome deriva dal tardo latino buccellatum, ed è un dolce tipico siciliano, si prepara con la pasta frolla, viene lavorato in vari modi soprattutto a forma di una ciambella. E’ un impasto di pasta frolla, steso e farcito con fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d’arancia o altri ingredienti che variano a seconda delle zone in cui viene preparato. Poi chiusa e conformata forma di ciambella, ricoperto di glassa, si conserva a lungo e consumato nelle feste.

Cucciddateddi
Sono composti da una pasta di farina, strutto e zucchero; un ripieno di fichi secchi, mandorle, uva passa, cannella, cacao amaro e pinoli. Impastate tutti gli ingredienti, ottenendo un composto morbido e compatto: fatela riposare. Sbollentate i fichi, tritate le mandorle e i fichi, aggiungete pinoli, uva passa, cacao e cannella: mescolate. Stendete la pasta, ritagliate delle striscioline e mettete al centro il composto, arrotolateli  dando loro la forma di      “cucciddatu”- ciambellina. Adagiateli su una teglia, spennellateli con l’uovo e infornate per 20′.

Mustazzoli
Sono dolci tipici della Sicilia occidentale, sono composti da: farina, zucchero, mandorle, limone, cannella, miele e altri aromi. Possono essere ricoperti da una glassa di cioccolato. In origine si preparava il mustaceum, una focaccia per le nozze, avvolto in foglie di alloro che dava aroma durante la cottura.

Il consiglio di Take it Slowly by Un’Altra Sicilia è quello di visitare Palazzolo Acreide tutto l’anno anche perché certi luoghi diventano ancora più suggestivi in bassa stagione, regalando emozioni  e rispetto per l’ambiente, facendo scoprire anche con “short breaks” angoli poco noti.

 

 

Paola F. J. Torrisi

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